Primi nella salvaguardia della salute

Categoria: Best in class Technologies

Il nuovo liquido reagente per tamponi messo a punto da Biofarma Group

Un nuovo liquido reagente che permette di trasportare e conservare più a lungo i campioni da tampone per il COVID-19, riducendo al minimo le variazioni ambientali del materiale di analisi, è stato sviluppato e messo a punto da Biofarma Group nel laboratorio di analisi chimico-fisica e di microbiologia dello stabilimento di Mereto di Tomba, ed è stato testato in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.

Il team di ricercatori coordinati da Sara Pezzetta (R&D Manager) ed Emanuele Nencioni (Q.C. Manager) del sito di Mereto, con il supporto della ricercatrice dell’ASU FC di Udine Michela Bulfoni, ha effettuato le analisi in vitro utilizzando strumenti tecnologicamente avanzati, lavorando assiduamente per mettere a punto il brevetto di questo prodotto innovativo.

Il nuovo liquido reagente per tamponi: laboratorio e strumenti di ricerca

Le caratteristiche che lo rendono unico

Diversamente da quanto avviene con l’utilizzo dei tamponi convenzionali, infatti, il nuovo reagente fissa e conserva l’RNA del virus e lo rende inattivo.

Ciò consente agli operatori sanitari di condurre le analisi in sicurezza e di poterle effettuare anche a distanza di alcuni giorni o di ripeterle, senza conseguenze sulla conservazione del campione o sul risultato. Inoltre, gli studi hanno dimostrato che il reagente, se applicato a tamponi salivari, aumenta del 10% la sensibilità clinica del test rispetto ai tamponi naso faringei.

L’utilizzo di questo nuovo sistema può rappresentare una svolta nelle procedure di prelievo e analisi dei campioni per il controllo del COVID-19. I terreni di trasporto per salive sono validi su più piattaforme analitiche quindi utilizzabili su un numero maggiore di strumentazioni” spiega Francesco Curcio, Professore di Patologia clinica del Dipartimento di Area Medica dell’Università di Udine e Direttore del Dipartimento di Medicina di laboratorio della ASU FC, che ha eseguito le convalide in vivo del prodotto. Inoltre i test salivari hanno importanti vantaggi rispetto a quelli naso faringei in termini di semplicità, invasività, velocità e ripetibilità di prelievo”.

Attenti alle esigenze del territorio

Il progetto di ricerca è nato proprio su spinta dell’Ospedale di Udine, quando la necessità di reperire reagenti e materiali per la diagnosi del Covid-19 appariva assai critica. A sua volta, la Regione Friuli Venezia Giulia ha subito dimostrato grande interesse per il progetto, valutando forme di collaborazione per consentire che la fase di test del prodotto messo a punto a Mereto di Tomba avvenisse con la massima accuratezza e rapidità, in vista di eventuali necessità di approvvigionamento urgente di materiale diagnostico a causa della riacutizzazione dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Biofarma Group aveva quindi risposto a questa esigenza mettendo a disposizione del Sistema sanitario regionale friulano il nuovo prodotto.

Chi siamo_Biofarma Group

“Il progetto non è nato con un intento commerciale. Al contrario, è stata l’attenzione alle necessità del territorio che ci ha spinti a percorrere questa nuova strada di ricerca e a mettere a disposizione della Regione il nostro patrimonio di know-how e di esperienza” – commenta Germano Scarpa, Presidente di Biofarma Group.

 “Il nostro Gruppo è fortemente radicato in questa regione e la divisione Ricerca e sviluppo può contare sulla collaborazione con centri di ricerca, università e start up a livello regionale, nazionale ed internazionale. La collaborazione con l’Ospedale di Udine, quindi, è stata naturale e ha messo a sistema le diverse competenze, portando a questo risultato che può facilitare il lavoro di indagine microbiologica dei laboratori che, in questo periodo di emergenza, sono molto sotto pressione”.

Prossimi passi

La sperimentazione è avviata, ma non si ferma a questi risultati. Gli studi che il Prof. Curcio sta conducendo aprono alla possibilità di utilizzare il liquido per la ricerca degli antigeni virali nella saliva, ovvero per la rilevazione delle proteine responsabili della distinzione tra positivi contagiosi e non contagiosi.

Dopo una ‘fase pilota’ utile ad effettuare degli screening sugli abitanti di alcune aree del Friuli Venezia Giulia che ha restituito ottimi risultati dal punto di vista delle performance e della sostenibilità dei costi, si pensa alla possibilità di un utilizzo più esteso del prodotto.

L’intensa attività analitica in corso, al di là degli importanti risultati scientifici che sta restituendo, è motivo di orgoglio per tutto il Gruppo oltre ad essere un bellissimo esempio di collaborazione tra aziende del territorio che mettono assieme competenze e professionalità per un bene sociale comune: la salvaguardia della salute.

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